Cos’è l’identità di un brand secondo Jean-Noel Kapferer?



Secondo Jean-Noel Kapferer, esperto professore francese di comunicazione e marche a livello mondiale, considera l’identità del brand analogamente come quella che si può ritrovare in una persona: tutte quelle caratteristiche che rendono una persona unica e inimitabile le possiamo quindi ritrovare nella nostra marca di fiducia!


Prisma di Jean Noel Kapferer

Prisma di Jean-Noel Kapferer


Perciò, secondo questo prisma, possiamo riassumere una marca come un’insieme di aspetti riconducibili a quelli di una persona quali:

- l’aspetto fisico: cosa rappresenta ai nostri occhi oggettivamente?

- la personalità: qual’è il suo carattere? come si espone verso l’esterno?

- la relazione con le persone: come interagisce e si confronta con i suoi interlocutori?

- la cultura e i valori: quali sono le caratteristiche indelebili e durature che si percepisce?

- l’immagine riflessa sulle persone: cosa diventano le persone che “assorbono” quel brand?

- rappresentazione mentale: come si sente la persona che ha “consumato” il brand?



I Social Network e la privacy: difendi la tua identità!

Facebook, Twitter, Slidashare, aSmallWorld, Windows Live, Xing, Xiaonei, Multiply, Bebo, LinkedIn, Imeem, Ning, Last.fm, MySpace, Hi5, Flickr, MyYearbook, Vkontakte, Skyrock, Friendster, Tagged, LiveJournal, Orkut, Fotolog, YouTube, Badoo, sono alcuni dei Social Network/Media che stanno offrendo da una parte una rivoluzionaria possibilità di comunicazione e dall’altra una serie di pericoli rivolti alla privacy degli utenti.


Cos’è la privacy?

La privacy  è un diritto riconosciuto in tutta Europa e quasi in tutto il mondo, avendo l’obiettivo di proteggere la propria riservatezza e difendersi dai comportamenti invadenti: abbiamo quindi la possibilità di esercitare un controllo sulle informazioni che ci riguardano.

Questo significa che abbiamo:

- il diritto di sapere se qualcuno raccoglie informazioni sul nostro conto e per quali motivi;

- il diritto di decidere se vogliamo consentire questa raccolta di informazioni o meno.

phishing luca costalonga lo psicologo del web I Social Network e la privacy: difendi la tua identità!

Social Network: come difendere la tua privacy?

I Social Network sono strumenti che offrono luoghi virtuali in cui attraverso il web è possibile condividere fotografie, video, indirizzi di amici, pensieri e tanto altro. Le ultime evoluzioni, inoltre, stanno portando i Social Network a integrarsi sempre più con cellulari, portando l’interazione e la presenza sul web raggiungibile in ogni luogo e in qualsiasi momento.

Ecco alcuni punti da prendere sempre in considerazione:

REGISTRAZIONE: quando ti registri in un Social Network ricordati che i tuoi dati possono essere copiati e riutilizzati da tutti i tuoi contatti anche a distanza di anni. Inoltre, concedi a chi gestisce il Social la licenza di utilizzare senza limiti di tempo il materiale che pubblichi on-line, dalle foto ai testi scritti in chat.

VIOLAZIONE PRIVACY: in caso di problemi legati alla violazione dalla privacy tieni conto che la maggior parte dei Social Network ha sede all’estero, e quindi non sempre si è tutelati dalle leggi italiane ed europee.

CANCELLAZIONE: quando decidi di toglierti da un Social Network/Media tieni conto che può essere che ti sia permesso di disattivare il tuo account ma non di cancellarlo: i dati quindi che hai inserito fino ad ora saranno per sempre conservati negli archivi dell’azienda che ti ha offerto il servizio anche se tu non sarai più un loro attuale cliente

PRIVACY DEGLI ALTRI: quando pubblichi on-line foto riguardanti i tuoi amici ricorda che non sempre loro possono esserne favorevoli. Taggare una foto può violare la privacy e rendere ad esempio una foto compromettente ingestibile e incancellabile!

Il web oggi offre una visibilità difficilmente prevedibile fino a poco tempo fa, e la gestione della propria identità on-line è indispensabile per non avere in futuro spiacevoli sorprese: non a caso in America sta prendendo piede controllare la presenza sul web di una persona (brand reputation) prima di assumerla nella propria azienda!

Un esempio attuale di violazione della propria privacy è sicuramente il phishing (un sistema illegale per rubarti password login e soprattutto soldi!)

Quindi, ricorda di leggere i contratti e le condizioni d’uso, cambiare periodicamente la password, fai attenzione ai falsi account e soprattutto che IL MIGLIOR DIFENSORE DELLA TUA PRIVACY SEI TU!

Un organo che sta sicuramente studiando il problema della libertà individuale su internet è il Garante ma è indispensabile capire che la tutela migliore dei propri dati è l’attenta gestione di ciò che mettiamo in rete!

Difendi la tua privacy!


Re-Brand Come svegliare i brand che dormono – Mirko Nesurini

Copertina Re-Brand

Copertina Re-Brand - Mirko Nesurini

Cos’è un Brand?

“Il prodotto è ciò che viene fabbricato in uno stabilimento; la marca è invece ciò che il consumatore acquista;..” David A. Aaker

“Segno la cui funzione è di rilevare le qualità insite nel prodotto che diversamente sarebbero difficili da identificare” Jean-Noel Kapferer

“E’ un nome, termine, segno, simbolo o disegno oppure combinazione di questi termini, che ha lo scopo di identificare i beni di un venditore o gruppo di venditori, differenziandoli da quelli della concorrenza” American Marketing Association

Ogni Brand possiede un’insieme di valori che non cambiano nel tempo e che lo identificano come unico e inimitabile, che sono al di là delle sue caratteristiche superficiali. Il Brand è quindi costituito da 5 dimensioni:

- strumenti di rappresentazione (colori, suoni, segni)

- i valori costituenti

- proprietari e autori

- interlocutori

- significati

La storia di un brand si identifica in una curva che inizia con una nascita (in cui acquisisce valori e caratteristiche che lo rendono unico), una maturazione e a volte ad una morte. Questo ultimo stato rappresenta una situazione di inutilizzo della marca dovuto probabilmente al fallimento dell’azienda, e viene così definito sleeping brand.

Esiste in alcuni casi, un’ulteriore evoluzione, che porta il brand ad un risveglio: ciò significa che assistiamo ad una rinascita o ad un rilancio del brand noto aggiornato agli standar contemporanei di prestazione, di funzionamento o di gusto.

Perchè risvegliare un Brand?

Il motivo principale è la possibilità di riacquisire i vecchi clienti affezionati al brand, con un importante risparmio di denaro nella diffusione del brand o prodotto nei vari media.

Come fare ciò?

Attuare una strategia di marketing rivolta al risveglio di un brand non ha sempre come conseguenza il successo!
Risvegliare un brand storico ha sicuramente il vantaggio che la sua identità è rimasta nella mente del consumatore, ma è necessario un impegno totale da parte dell’impresa che deve porsi in un’ottica di continuità, comportandosi come un’azienda storica, riprendendo da una parte i valori che lo rappresentavano in passato e dall’altra coniugandolo con la realtà attuale.

Consiglio questo libro perchè lo trovo molto interessante e ricco di esempi che spiegano molto bene l’importanza del brand e di un suo possibile risveglio.

Luca Costalonga


Nuove Forme e Ruoli della Comunicazione di Davide Diurisi

Copertina libro: Nuove Forme e Ruoli della Comunicazione

Copertina del libro: Nuove Forme e Ruoli della Comunicazione

“Sono irresistibile” mi dico mettendomi il profumo di un noto stilista.
“Sono un banchiere d’affari” penso mentre scendo dalla mia Bmw.
“Sono un figo” dico, sorseggiando una birra doppio malto.
“Sono bello” penso, infilandomi un paio di Levi’s.

John Kay

L’information e la Communication Technology ha profondamente cambiato le dinamiche di sviluppo socio-economico e dei modelli di business presenti nel nostro paese. Ciò sta portando ad una centralità dell’individuo nella società dell’informazione consolidando il cittadino nell’evoluzione della comunicazione imprenditoriale e sociale.

Oggi comunicazione non deve solo significare pubblicità, ma dovrà essere costruttiva portando con sè significati quali:

- integrazione

- interazione

- partecipazione

- relazione

- creatività

Il mercato che sta cambiando e le complesse variabili della globalizzazione stanno modificando il ruolo della comunicazione, soprattutto nella pianificazione dei modelli di business: nascono infatti sempre più nuovi concetti, come PROSUMER (coinvolgimento del consumatore nel processo di realizzazione del prodotto) e BRAND IDENTITY (ciò che l’impresa vuole che i consumatori percepiscano utilizzando i propri prodotti).

La naturale conseguenza è che oggi le aziende hanno la necessità di sfruttare i new media per innovare le proprie strategie di business.

Luca Costalonga


Un video per presentarmi: Luca Costalonga, Lo Psicologo del Web!

Valorizare il proprio Brand è diventato necessario, se non indispensabile, per poter fidelizzare i propri clienti e per poter acquisirne di nuovi: uno tra i diversi metodi per farlo ci sono sicuramente i video!

Mi aggrego così anch’io alla lunga lista di video director amatoriali con una mia simpatica presentazione.

Internet è cambiato. E voi?

Copertina libro "Internet è cambiato. E voi? - Vito Di Bari

Copertina libro "Internet è cambiato. E voi? - Vito Di Bari

“Tutte le componenti del cosiddetto web 2.0 c’erano già alla nascita del Web e quindi possiamo piuttosto parlare di una naturale evoluzione dei tool e della natura del Web verso un nuovo livello di strumenti e di utilizzo”.
Tim Berners-Lee – Fondatore del World Wide Web

Il Web 2.0 non è un software, ne un marchio registrato, ma un’attitudine alla collaborazione e alla condivisione dei contenuti supportata da specifici software: il Web 2.0 segna così l’evoluzione del World Wide Web da una situazione statica a una situazione di interazione!

Questo tipo di evoluzione sta portando un cambiamento sia sui consumatori e sia sulle aziende: da una parte gli utenti creano in modo sempre più semplice e veloce UCG (User Generated Content) e dall’altra un’idea di impresa 2.0 con una strategia di comunicazione orientata all’interazione con i propri stakeholders e alla diffusione del proprio Brand nella rete.

Luca Costalonga
Lo Psicologo del Web

La Piramide di Maslow-Facebook

Nel 1954 uno psicologo americano, Abraham Maslow, pubblica un volume dove spiega che i bisogni delle persone possono essere riassunti e schematizzati in una piramide: alla base ci sono i bisogni primari e a livello più elevato i bisogni che portano alla realizzazione del miglioramento dell’uomo.

Questa piramide è stata poi adeguata al web 2.0 con la piramide di Maslow 2.0

Con l’evoluzione di Facebook (tempo fa ho scritto un post interessante sulla storia di questo social network) ho voluto fare un successivo passo in avanti e propongo ora la piramide di Maslow-Facebook.

piramide-maslow-facebook-luca-costalonga-psicologo-del-web-webpsyche

Questa piramide mostra come le persone sono motivate dall’iscriversi alla creazione di gruppi su Facebook, riprendendo i bisogni che hanno reso famosa la piramide di Maslow del 1954.


Web Analytics: controllare il web per gestire al meglio il proprio business

Web Analytics - Il Libro di Alessio Semoli

Web Analytics - Il Libro di Alessio Semoli

Il web in questi ultimi anni sta prendendo sempre più spazio sia per chi ci naviga e sia per chi ci investe. Fino a poco tempo fa la rete poteva identificarsi in uno strumento innovativo ma ora è un’opportunità cardine del marketing.

Questo perchè il web può offrire a differenza dei media tradizionali:

- prezzi più contenuti: sapendo che circa l’80% delle aziende italiane sono PMI questo fattore ha sicuramente la sua importanza;

- differenti meccanismi di advertising: dal PPI (pay-per-impression) al PPC (pay-per-click), dai video advertising al Google Adwords;

- possibilità di targetizzare il messaggio risparmiando ulteriormente tempo e soldi;

- possibilità di monitorare i risultati.

Il libro “Web Analytics, il segreto di un progetto di successo sul web” di Alessio Semoli, ha l’obiettivo di mostrare le vere potenzialità del web, uno strumento in continua espansione che ha dalla sua parte la potenzialità di essere misurabile in tempo reale.

Oggi i nuovi clienti sono quei giovani che per comunicare, relazionarsi, giocare, imparare e crescere utilizzano strumenti innovativi, dalla creazione e condivisione di video al creare post nei loro blog con strumenti mobile.
Tutto questo suggerisce che è il momento giusto per investire in internet!

Per chi vuole capire e conoscere cosa succede nel web e soprattutto nel proprio sito, questo libro offre molte informazioni sia sull’analizzare i propri utenti e sia nel conoscere e utilizzare i strumenti migliori per interagire con i propri clienti/utenti.

Luca Costalonga
Lo Psicologo del Web

Psicologia e simbologia dei colori nella comunicazione pubblicitaria e non solo

Il linguaggio dei colori non è universale, ma delle regole ci sono!

Ogni cultura ha attribuito loro dei ruoli che vanno mantenuti nella creazione dei messaggi. Per fare in modo che i messaggi siano comprensibili è importante rispettare le connotazioni in uso in una precisa cultura. Queste si basano su valori psicologici identificabili attraverso il sondaggio di opinioni e su una simbologia legata, il più delle volte, alla tradizione.

Vengono quindi continuamente realizzati nuovi test per seguire l’evoluzione dei significati del colore in rapporto ad un contenuto o ad una forma. Questi significati variano in relazione all’età e al sesso. E’ possibile ricavare alcune costanti in un luogo e in un momento stabili.

Ad esempio in una popolazione civile americana si è visto che:
-          i colori arancio e rosso sono indispensabili per una comunicazione destinata agli uomini;
-          i colori blu e verde sarebbero indispensabili nei messaggi indirizzati alle donne.

Oppure, in una scatola piena di sostanze sgradevoli sono:
-          rosse per i bambini;
-          gialle per gli uomini;
-          verdi per le donne.

Questi sono solo due esempi: è facile quindi capire la massima importanza che hanno queste risposte al momento di stabilire il colore di un prodotto, la sua etichettatura,..

Quindi, il significato dei colori non è univoco, ma comunque è possibile ritrovare delle costanti che sono menzionate sia dai tecnici che dai poeti.


viola colori psicologia luca costalonga psicologo del web webpsyche Psicologia e simbologia dei colori nella comunicazione pubblicitaria e non soloViola: ha la possibilità in se stesso, di oscillare tra la freddezza quando è scuro ed il calore quando è chiaro. Sempre presente dove l’austerità si accompagna alla solennità, riferimento dei momenti di malinconia e di tristezza, ha dato il nome ad un fiore che si aggancia alla malinconia del ricordo.
Per arrivare al viola, il rosso e l’azzurro si fondono e con umiltà cedono la loro natura a qualcosa di nuovo come se dalla materialità della carne e dalla illimitatezza del cielo nascesse il pensiero.
Colore del sogno, dell’utopia, del misticismo. Porta con sè il mistero, la tristezza ma anche la dignità. Può rendere malinconici e nella nostra cultura, può diventare nocivo, se usato troppo spesso.

blu colori psicologia luca costalonga psicologo del web webpsyche Psicologia e simbologia dei colori nella comunicazione pubblicitaria e non solo

Blu: è un colore freddo, dal suo accostamento risaltano molto bene tutti gli altri colori. Ha una componente elegante e seduttiva e propone un’implicazione d’influenze e di potere poichè rimanda ad una classe aristocratica ed elitaria. Nonostante non lo sia in realtà si dice “blu” il sangue che scorre nelle vene dei rappresentanti della nobiltà.
E’ un colore impegnativo ed il messaggio pubblicitario deve necessariamente tenerne conto per non essere soverchiato e perdere di referenzialità.
La ricerca del blu indica un bisogno di tranquillità emotiva, un bisogno di distacco dove non è ancora ben definita la nuova tappa.

azzurro colori psicologia luca costalonga psicologo del web webpsyche Psicologia e simbologia dei colori nella comunicazione pubblicitaria e non soloAzzurro: contiene una dimensione ambivalente poichè si riferisce sia ad una condizione di pace che ad una riserva di energia data dal contatto con la purezza, cioè con l’infinito.
E’ un colore che rimanda a degli elementi naturali fondamentali come il cielo e l’acqua e quindi denota anche qualità fondamentali dell’essere umano quali la bontà e la delicatezza d’animo.
Secondo lo psicologo Jung, il colore del cielo e della vita dello spirito corrisponde al mondo del pensiero.
E’ il colore più efficace per restituire la calma all’organismo; il blu crea un’atmosfera favorevole alla distensione, allo sviluppo della vita spirituale.


verde colori psicologia luca costalonga psicologo del web webpsyche Psicologia e simbologia dei colori nella comunicazione pubblicitaria e non soloVerde: è un colore che precede le emozioni, quasi le ridimensiona. Rappresenta la natura, la sua ciclicità, le semplictà dell’abito che è stato dato alla terra per divenire un suolo ospitale. Può essere profondo, come il colore dell’acqua del mare, e gaio come le foglie che si agitano. E’ un colore che sa aspettare poichè ciclicamente viene restituito dal tempo che passa. Contine una nota umoristica e questo ha permesso d’impiegarlo per definire una situazione economica priva di rosorse ma che tuttavia non riamda alla tragedia.
Colore della quiete che contribuisce a creare le condizioni di distensione e di riposo, colore immobile ma vivo.
Verde-caldo: è attivo, soleggiato, simbolo di una vita nuova
Verde-freddo: si carica di serietà e rimanda alla riflessione.

giallo colori psicologia luca costalonga psicologo del web webpsyche Psicologia e simbologia dei colori nella comunicazione pubblicitaria e non soloGiallo: colore della vivacità e luminosità da sempre associato al sole. E’ il colore dell’elevazione, del calice, di ciò che sale, della ricerca e dell’incontro. L’entusiasmo e l’ottimismo sono sensazioni che portano ad apprezzarlo e conseguentemente una situazione di vuoto interiore e di illusione implica una certa riluttanza al suo impiego. Alcune volte avvertito come frivolo, più precisamente dovrebbe essere inteso come sbarazzino, è molto impiegato per articoli per bambini e per articoli da cucina rimandando quindi all’intimità del desinare e alla freschezza dei prodotti della terra.
Colore della luce, dell’allegria, della giovinezza, il giallo crea un’atmosfera stimolante che rivitalizza, autentico rimedio contro la tristezza.
Giallo-verde: è una sfumatura che può richiamare la malattia
Giallo oro: fa nascere l’idea dell’azione, spinta verso l’evoluzione.

arancione colori psicologia luca costalonga psicologo del web webpsyche Psicologia e simbologia dei colori nella comunicazione pubblicitaria e non soloArancione: nasce dall’unione del giallo e del rosso e risente un pò dell’importanza della sua provenienza.
Simboleggia la speranza di essere capaci di crescere e proprio in quanto dal giallo e quindi dal sole, da il nome al frutto proprio di regioni assolate.
Colore dell’espansione e dell’irradiazione, ha in se un potere stimolante unito ad una visibilità eccezionale. Questo colore attira i timidi e gli indecisi. E’ in grado di esprimere una notevole energia, accompagnata da generosità.

rosso colori psicologia luca costalonga psicologo del web webpsyche Psicologia e simbologia dei colori nella comunicazione pubblicitaria e non soloRosso: in questo colore prende consistenza la volontà di vincere, la rivoluzione innovativa, la sessualità che sa di essere provocatoria.
Bandiera dell’ardire, richiama la necessità di accelerare e dell’aumentare. Impiegato per rappresentare il fuoco, è il colore del sangue, di ciò che è distruttivo e vitale. Paradossalmente, questo colore di crescita è associato poeticamente al finire della giornata e sono proprio i tramonti a conferirgli un ampio spazio della produzione artistica.
Il potere e la passione ben si sposano in lui ed anche l’irrequietezza della timidezza lo teme, poichè ne è uno dei segnali. La sua produzione, nell’antichità molto costosa, è stato associato al potere delle persone di alto grado, come accade nelle vesti delle alte gerarchie ecclesiastiche.
Colore della forza, dell’entusiasmo e della gioia di vivere. Simbolo di virilità, il rosso rende dinamico il messaggio. Può esprimere pericolo ed il divieto.
Rosso chiaro: porta con sè energia, il trionfo e la gioia
Rosso scuro: è più profondo e più sensuale.
Rosso porpora: è il simbolo della dignità, di una certa ricchezza. E’ severo e secondo la tradizione è simbolo dei poteri uffuciali (toga dell’impero romano, toga dei magistrati) o spirituale (veste del cardinale).

rosa colori psicologia luca costalonga psicologo del web webpsyche Psicologia e simbologia dei colori nella comunicazione pubblicitaria e non solo

Rosa: la delicatezza e la necessità di agire in tal modo per poter afferrare, è il messaggio che manda questo colore ed è un messaggio che riguarda i sentimenti fondamentali, dalla bontà all’amicizia, che proprio richiedono la misura di poter esistere e il rispetto per evitare di morire.
Colore dell’intimo, lo si pensa sulle guance dei neonati e all’identità femminile, ma soprattutto lo si spera associabile proprio per i valori d’amore che sottende la vita.

Il panorama delle connotazioni cromatiche non si limita ai soli colori delle spettro, ma possiamo ricordare qui la simbologia di alcuni colori molto spesso utilizzati nei messaggi visivi.

marrone colori psicologia luca costalonga psicologo del web webpsyche Psicologia e simbologia dei colori nella comunicazione pubblicitaria e non soloMarrone: nonostante sia il colore di un elemento apprezzato ed importante come il legno, il marrone è forse il meno popolare dei colori.
E’ possibile che questa situazione gli venga dal risultare come un oscurarsi del rosso, come una forza che non è stata sufficientemente fedele a se stessa per conservarsi. Da qui la senzazione di poca fantasia che lo accompagna, il suo impiego è limitato e tuttavia non è mai distante da noi poichè molti oggetti di pelletteria ne sono rappresentanti.
Quasi mai impiegato per le automobili, come se l’idea di movimento non dovesse riguardarlo, si prende una rivincita con le scaprpe per le quali è uno dei pochi colori impiegati.
Colore del realismo, della materialità, molto spesso con riferimento alla terra. I marroni sono compatti, solidi ed utilitaristici; sono il simbolo di una vita quotidiana semplice, robusta, attiva ed in buona salute.


grigio-colori-luca-costalonga-psicologo-del-web-websycheGrigio: vi è una dimensione di diplomazia nel suo impiego, soprattutto intendendo per diplomazia la capacità di evitare un coinvolgimento definito pur evitando una staticità sterile. E’ un colore freddo ma attivo, parrebbe un colore che vuole coprire gli altri colori ma più razionalmente porta alla riflessione sull’unità di prendere le distanze da ogni forma di estremismo. Ha il fascino della determinazione quieta, non nutre ma conserva, non stimola ma accompagna. E’ sotto un cielo grigio che s’immagina di ritrovarsi nelle capitali più importanti e la loro consistenza gli conferisce la luminosità. E‘ temuto da chi si annoia ma è apprezzato da chi non esagera.
I capelli grigi rimandano all’assennatezza, purtuttavia è composta la parola grigiore partendo da questo colore.
Colore del dubbio e dell’atonia; a seconda della sua intensità il grigio simboleggia un’assenza di energia più o meno marcata.
Grigio chiaro: monotonia, spavento, vecchiaia, la morte che si avvicina.
Grigio scuro: monotonia più calma ma malinconica.

nero colori psicologia luca costalonga psicologo del web webpsyche Psicologia e simbologia dei colori nella comunicazione pubblicitaria e non soloNero: colore di stacco come gia visto per il bianco, ha una capacità suggestiva elevata. Pur essendo privo di luce, è l’unico colore che permette, impiegato con il bianco, di definire una scena sia fotografica che cinematografica. E’ direttivo e suscita timore; è legato a qualcosa che finisce, da qui il suo impiego in caso di lutto, e inoltre è considerato tra i colori con una maggiore carica sensuale. E’ associato al fenomeno del buio e  dell’angoscia ma non ne rimane assolutamente condizionato, come il bianco può stare dovunque e non è infrequente vederli impiegati in ruoli alternativi, come si verifica in alcune culture dove il bianco è impiegato nelle situazioni di lutto.
Vi è una portata conflittuale nel suo ambito poichè rimanda all’immobilità ed alla irrequietezza. E’ tra i colori impiegati dagli strumenti di scrittura ed è debitore al bianco della situazione di massima evidenza.
Colore della morte e della disperazione, soprattutto se è opaco. Spazio di vita impossibile, il nero esprime un silenzio desolato, deserto, privo di avvenire. Quando il nero è brillante può esprimere eleganza, nobiltà e distinzione.


bianco colori psicologia luca costalonga psicologo del web webpsyche Psicologia e simbologia dei colori nella comunicazione pubblicitaria e non soloBianco: è un non colore, cioè, è un colore che s’irrompe ed infatti gli impulsi sia aggressivi che sessuali non trovano sfogo attraverso la sua presenza. Tuttavia non è semplicemnte un colore passivo poichè sono tante le sue sfumature, dal lucente al candido e quindi permette di veicolare dei significati di splendore e d’illuminazione. E’ il colore con il quale ci riferiamo alla luna ed alla sua luce e in lui troviamo il riverbero e l’essenzialità che appartiene a quest’altro.
Il bianco inoltre è sempre presente agli appuntamenti che rappresentano un cambio di stato e quindi lo ritroviamo nella nuziale, nell’abito della prima comunione ed anche nella richiesta di tregua attraverso al resa.
Colore della purezza, il bianco è tanto più luminoso quanto più estese sono le superfici che ricopre. Spazio di vita possibile, il bianco esprime un silenzio assoluto, velato di ottimismo. Il bianco, unito al blu, trasmette i concetti di igiene, di asetticità, di azione rinfrescante.

La questione importante non è soltanto l’associazione di un colore con l’emozione, ma creare nell’immagine o nella sequenza d’immagine, un rapporto tra un colore e l’altro che permetta di ottenere l’effetto voluto nei guardi delle emozioni dei destinatari.

Tabella che riassume il significato simbolico dei colori dell’arcobaleno.

colori arcobaleno simbologia luca costalonga psicologo del web webpsyche Psicologia e simbologia dei colori nella comunicazione pubblicitaria e non solo


In una strategia di web marketing è quindi essenziale:
- utilizzare i colori più appropriati per attirare l’attenzione dell’utente: nel web l’attenzione dei navigatori è diversa da quella dei mezzi tradizionali, e la parte grafica ha sicuramente un ruolo più che rilevante;
- utilizzare i colori che permettano di comunicare all’utente le sensazioni  più coerenti con quelle che dovranno essere associate in seguito al prodotto, al servizio o allo stesso brand;
- nei diversi strumenti web utilizzare sempre la stessa impostazione grafica e gli stessi colori, per essere riconoscibili e per associare inoltre  a chi ci visita l’idea di determinazione, costanza e sicurezza.


E quindi… buona Brand Reputation a tutti!

Ti consiglio a questo proposito di leggere un mio post sulla Brand Reputation on-line che considero ormai un investimento sul futuro, anzi, volevo dire del PRESENTE!!


Luca Costalonga
Lo Psicologo del Web

La storia di Facebook: l’evoluzione di un bisogno!

C’era una volta,
in un lontano campus universitario di Havard, la necessità di creare uno strumento capace di registrare le persone iscritte, con un piccolo profilo+foto, in modo tale da avere una breve presentazione on line di tutti gli studenti e poterli connettere tra loro.

Questo bisogno fu soddisfatto pienamente da uno studente universitario di Havard, Mark Zuckerberg, che nel 2004 creò un sito web in cui si poteva liberamente registrare e interagire con gli altri iscritti.

La cosa incredibile è che la crescita degli utenti registrati al sito non si era fermata solo alla sua università: nel giro di poco tempo il bisogno che prima era di connettere studenti di quel campus, si era poi evoluto in connettere studenti di diversi campus, successivamente in connettere anche aziende e infine in connettere persone!

Nel 2009 questo bisogno di connessione è stato soddisfatto da ben 200 MILIONI DI PERSONE in tutto il mondo grazie a Facebook.



COME MAI QUESTA ESPANSIONE?

Si è soddisfatto un bisogno!
L’evoluzione del bisogno ha poi portato all’evoluzione dello strumento!

Per semplificare l’idea di evoluzione dei bisogni targata facebook, ho creato la simpatica piramide di Maslow-Facebook.
Dopo l’evoluzione della piramide di Maslow in Maslow 2.0, ho deciso di creare una piramide che possa spiegare e riassumere i bisogni e le motivazioni che spingono le persone a iscriversi al Social Network numero uno al mondo!

maslow-fb copia

Con questa immagine voglio mostrare che fino ad ora l’espansione di questo strumento era affidata principalmente alla parte più bassa della scala della piramide: ovvero creare contatti e poter scriverci!

Si è poi passati all’importanza del secondo scalino: la privacy!
Spesso si parla come argomento di attualità che pubblicare foto e video su Facebook sono poi alla portata di tutti, con le varie case history che si sono sentite anche su giornali e tv.

E DOMANI, QUALE SARA’ IL BISOGNO PRINCIPALE?

Penso che il bisogno di connettere persone si sta ulteriormente evolvendo: sento ora il BISOGNO DI CONOSCENZA, sia nel cercarla sia nel crearla.

Voglio dire che con Facebook ognuno può crearsi un network di informazioni in cui, attraverso i post dei propri contatti, l’essere fan di alcune pagine e all’essere membro di gruppi interessanti, ci rende partecipe e aggiornato su notizie che altrimenti sarebbero difficili da avere in modo costante.

Un esempio.
Fingiamo che sono un appassionato di motociclismo!
Con Facebook posso:
-     crearmi una rete di “amici” che come me sono appassionati di moto
-     far parte di gruppi riguardanti il motociclismo
- fan di pagine interessanti, come la pagina di qualche azienda motociclistica
-     aggiornato su tutti gli eventi


Tutto questo gratuitamente: ultime notizie praticamente in tempo reale e informazioni pubblicate da appassionati come me!!

Facebook sta creando così una rete di informazioni targettizzate fatte dagli stessi utenti, non quindi da testate giornalistiche o spot pubblicitari che possono mettere in dubbio l’obiettività della notizia.

Questo significa:

per gli utenti:
-     informazioni reali, non ingigantite per un effetto pubblicitario
-    sempre aggiornati grazie anche all’interazione tra gli utenti (chat, massaggi privati)

per le aziende:

- c’è la necessità di cambiare il modo di comunicare con i propri interlocutori: i clienti diventano appassionati!
-   gli interlocutori non sono più alla tv ma davanti ad un monitor e tastiera, pronti a leggere e a scrivere!

CONCLUSIONE CON LIETO FINE

Per finire, voglio focalizzarmi sull’azienda.

Chi oggi è presente nel web è non deve più vantarsi del solito sito-vetrina in cui ci si presenta con il classico CHI SONO – COSA FACCIAMO – DOVE SIAMO – CONTATTI.

Ora è importante crearsi un network attorno al proprio Brand usufruendo degli strumenti utilizzati dagli stessi interlocutori.
Saranno loro stessi che ci cercano e che vogliono far parte in qualche modo della nostra azienda attraverso i Social Network/Media.

Aumenterà quindi sempre più l’attenzione per le aziende sulla Reputation su web e l’esigenza quindi di saper fare networking con il proprio Brand.


FRASE DI CHIUSURA:
Esprimersi e relazionarsi nel web:
un’opportunità che diventa necessità!


Luca Costalonga
Lo Psicologo del Web


I 10 peccati capitali del marketing di Philip Kotler

Philip Kotler, esperto di marketing a livello mondiale,  sottolinea alcuni punti importanti che possono portare un’impresa e una strategia di marketing verso l’insuccesso!

luca costalonga psicologo del web webpsyche Philip Kotler I 10 peccati capitali del marketing di Philip Kotlerimmagine fonte wikipedia


1- l’impresa non analizza sufficientemente il mercato

2- l’impresa non da ai clienti l’importanza dovuta

3- l’impresa deve monitorare meglio i concorrenti

4- l’impresa non ha ascoltato i propri stakeholder

5- l’impresa considera il mercato maturo e immutabile

6- l’impresa costruisce una inefficace strategia di marketing

7- l’impresa gestisce male il posizionamento dei propri prodotti

8- l’impresa non valorizza e non conosce la forza del proprio Brand

9- l’impresa non è organizzata per attuare un’efficace strategia di marketing

10- l’impresa non ha sviluppato le opportunità offerte dalla tecnologia

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