A cosa servono le newsletter? A cura di Elena Ridolfi



webpsyche newsletter 300x299 A cosa servono le newsletter? A cura di Elena Ridolfi

A cosa servono le newsletter? Supponete di avere un messaggio, che sia esso commerciale e quindi inteso alla promozione di un bene o di un servizio, piuttosto che sociale o di branding management. Supponete, come è normale che sia, che abbiate la voglia e necessità di diffondere questo messaggio in maniera sicura e soprattutto veloce, non dovendo aspettare i soliti tempi medio-lunghi di una campagna basata sulla pubblicità vecchio stile.

Se ricadete in questi “casi d’uso” allora le newsletter sono tra gli strumenti di marketing che meglio si confanno al caso vostro.

È possibile infatti immaginare le newsletter come un filo diretto immaginario in grado di portare un messaggio in maniera veloce dal proprio ufficio di marketing direttamente nelle case, negli uffici e sugli smartphone di un vasto pubblico di lettori.



La velocità, rispetto alle classiche campagne pubblicitarie, è un fattore chiave e distintivo delle campagne di email marketing. Mediamente ogni persona accede alla propria casella di posta elettronica almeno una volta al giorno; in questo modo, tramite le newsletter e l’utilizzo di software di mailing, si accorciano incredibilmente i tempi di messa in campo della campagne pubblicitarie che, al limite, potrebbero richiedere anche meno di 24 ore in tutto.

24 ore che possono cambiare radicalmente le sorti di un business aprendo nuovi orizzonti e nuovo pubblico alla propria realtà commerciale o sociale. Il tutto anche a costi molto contenuti.

Nel tempo si è visto infatti che le campagne di marketing effettuate tramite newsletter non solo hanno costi organizzativi minori rispetto alla classica pubblicità online basata su banner pubblicitari, adwords e video, ma ha anche maggiori tassi di conversione.

Detto in maniera semplice, supponendo di spendere 10 euro di pubblicità sotto forma di banner internet, e 10 euro in email marketing, il ritorno economico sarà notevolmente più alto nel secondo caso, e questo perché alle newsletter il pubblico conferisce maggior autorevolezza rispetto ad ogni altro strumento di promozione su web.

Elena Ridolfi



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