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Quali sono le strategie per fare successo con l’E-Mail Marketing?

email marketing Quali sono le strategie per fare successo con lE Mail Marketing?

Email Marketing. Strategie e tecniche efficaci per fare business. GORNI NAZZARENO - MAGLIO MARCO

L’email, nata nel 1972 con l’ingegnere Ray Tomolinson, è diventata uno tra gli strumenti più efficaci nelle strategie di marketing, con l’obiettivo di capitalizzare il traffico acquisito dagli altri strumenti di web marketing.

In genere i mezzi di comunicazione si suddividono in prevaricatori (come la televisione e la radio) in cui l’utente è obligato a ricevere il messaggio pubblicitario e altri più rispettosi in cui la pubblicità è meno invasiva, vedi il web e la stampa.
L’email si pone a cavallo tra le due: da una parte è invasiva per il fatto che arriva all’interno dela nostra casella email, ma dall’altra è rispettosa perchè abbiamo la possibilità di cancelarla!

L’email marketing si divide principalmente in due anime:

incrementare le vendite dei propri prodotti attraverso l’acquisizione di contatti nuovi: sponsorizzazioni newsletter, DEM (Direct Email Marketing) e attività di richiesta consenso svolte su elenchi categorici B2B acquistati.

- relazionare con i propri contatti: comunicare in modo regolare e professionale con i propri utenti, clienti, partner, fornitori, ecc..

In “Email Marketing. Strategie e tecniche efficaci per fare business” si prendono in considerazioni punti fondamentali per sfruttare al meglio questo strumento, dall’acquisizione di liste alle regole sulla privacy e della pubblicità, dalle modalità per creare un messaggio efficace alla gestione delle statistiche, rendendo questo libro molto utile ed interessante su un argomento che spesso viene sottovalutato.


Ecco un breve intervento di Gorni Nazzareno in riferimento all’email marketing



Alcune questioni interessanti:

Cos’è l’email marketing 2.0?

Come il web anche l’email marketing si è evoluta, e facendo tesoro del passato, si orienta a una strategia in cui le email vengono inviate in modo ugualmente massivo ma con uno stile e una grafica chiara leggibile ed efficace.

Il tutto si traduce su 3 principi:

- maggior rispetto per i clienti e per la loro privacy

- informazioni sempre più mirate

- personalizzazione della comunicazione


Come si crea una lista di indirizzi?

L’utilizzo di proprie liste è la strada migliore da percorrere corrispondendo ad un elenco di utenti che ha deciso di propria iniziativa di ricevere informazioni e mostrandosi cosi molto interessati. Una seconda strada è quella di affittare o acquistare una lista: questo dificilmente avrà la stessa risposta ed è quindi indispensabile per non buttar via soldi e peggiorare la propria brand reputation online, verificare l’autorevolezza del fornitore e la targettizzazione della lista.


Quali sono i diritti di chi riceve una email?

Chi riceve una email nella propria casella di posta significa che ha acconsentito l’uso dei dati personali, questo perchè qualunque informazione relativa alla persona come appunto l’indirizzo mail è protetta dalla legge della privacy.
Se questo non corrisponde il titolare in possesso dell’indirizzo email può andare incontro a sanzioni.


Cos’è lo spam?

Spam definizione data da Spamhaus è una serie di email inviate in modo massivo a destinatari che non  hanno rilasciato alcun consenso verificabile, esplicito e revocabile alla ricezione, indipendentemente dal contenuto.

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Cos’è l’identità di un brand secondo Jean-Noel Kapferer?

Secondo Jean-Noel Kapferer, esperto professore francese di comunicazione e marche a livello mondiale, considera l’identità del brand analogamente come quella che si può ritrovare in una persona: tutte quelle caratteristiche che rendono una persona unica e inimitabile le possiamo quindi ritrovare nella nostra marca di fiducia!


Prisma di Jean Noel Kapferer

Prisma di Jean-Noel Kapferer


Perciò, secondo questo prisma, possiamo riassumere una marca come un’insieme di aspetti riconducibili a quelli di una persona quali:

- l’aspetto fisico: cosa rappresenta ai nostri occhi oggettivamente?

- la personalità: qual’è il suo carattere? come si espone verso l’esterno?

- la relazione con le persone: come interagisce e si confronta con i suoi interlocutori?

- la cultura e i valori: quali sono le caratteristiche indelebili e durature che si percepisce?

- l’immagine riflessa sulle persone: cosa diventano le persone che “assorbono” quel brand?

- rappresentazione mentale: come si sente la persona che ha “consumato” il brand?



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Re-Brand Come svegliare i brand che dormono – Mirko Nesurini

Copertina Re-Brand

Copertina Re-Brand - Mirko Nesurini

Cos’è un Brand?

“Il prodotto è ciò che viene fabbricato in uno stabilimento; la marca è invece ciò che il consumatore acquista;..” David A. Aaker

“Segno la cui funzione è di rilevare le qualità insite nel prodotto che diversamente sarebbero difficili da identificare” Jean-Noel Kapferer

“E’ un nome, termine, segno, simbolo o disegno oppure combinazione di questi termini, che ha lo scopo di identificare i beni di un venditore o gruppo di venditori, differenziandoli da quelli della concorrenza” American Marketing Association

Ogni Brand possiede un’insieme di valori che non cambiano nel tempo e che lo identificano come unico e inimitabile, che sono al di là delle sue caratteristiche superficiali. Il Brand è quindi costituito da 5 dimensioni:

- strumenti di rappresentazione (colori, suoni, segni)

- i valori costituenti

- proprietari e autori

- interlocutori

- significati

La storia di un brand si identifica in una curva che inizia con una nascita (in cui acquisisce valori e caratteristiche che lo rendono unico), una maturazione e a volte ad una morte. Questo ultimo stato rappresenta una situazione di inutilizzo della marca dovuto probabilmente al fallimento dell’azienda, e viene così definito sleeping brand.

Esiste in alcuni casi, un’ulteriore evoluzione, che porta il brand ad un risveglio: ciò significa che assistiamo ad una rinascita o ad un rilancio del brand noto aggiornato agli standar contemporanei di prestazione, di funzionamento o di gusto.

Perchè risvegliare un Brand?

Il motivo principale è la possibilità di riacquisire i vecchi clienti affezionati al brand, con un importante risparmio di denaro nella diffusione del brand o prodotto nei vari media.

Come fare ciò?

Attuare una strategia di marketing rivolta al risveglio di un brand non ha sempre come conseguenza il successo!
Risvegliare un brand storico ha sicuramente il vantaggio che la sua identità è rimasta nella mente del consumatore, ma è necessario un impegno totale da parte dell’impresa che deve porsi in un’ottica di continuità, comportandosi come un’azienda storica, riprendendo da una parte i valori che lo rappresentavano in passato e dall’altra coniugandolo con la realtà attuale.

Consiglio questo libro perchè lo trovo molto interessante e ricco di esempi che spiegano molto bene l’importanza del brand e di un suo possibile risveglio.

Luca Costalonga


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Un video per presentarmi: Luca Costalonga, Lo Psicologo del Web!

Valorizare il proprio Brand è diventato necessario, se non indispensabile, per poter fidelizzare i propri clienti e per poter acquisirne di nuovi: uno tra i diversi metodi per farlo ci sono sicuramente i video!

Mi aggrego così anch’io alla lunga lista di video director amatoriali con una mia simpatica presentazione.

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Internet è cambiato. E voi?

Copertina libro "Internet è cambiato. E voi? - Vito Di Bari

Copertina libro "Internet è cambiato. E voi? - Vito Di Bari

“Tutte le componenti del cosiddetto web 2.0 c’erano già alla nascita del Web e quindi possiamo piuttosto parlare di una naturale evoluzione dei tool e della natura del Web verso un nuovo livello di strumenti e di utilizzo”.
Tim Berners-Lee – Fondatore del World Wide Web

Il Web 2.0 non è un software, ne un marchio registrato, ma un’attitudine alla collaborazione e alla condivisione dei contenuti supportata da specifici software: il Web 2.0 segna così l’evoluzione del World Wide Web da una situazione statica a una situazione di interazione!

Questo tipo di evoluzione sta portando un cambiamento sia sui consumatori e sia sulle aziende: da una parte gli utenti creano in modo sempre più semplice e veloce UCG (User Generated Content) e dall’altra un’idea di impresa 2.0 con una strategia di comunicazione orientata all’interazione con i propri stakeholders e alla diffusione del proprio Brand nella rete.

Luca Costalonga
Lo Psicologo del Web

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