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Fare affari con i Social Network

Presentazione corso di formazione del Giovedì 23 Luglio 2009 – Verona:

FARE AFFARI CON I SOCIAL NETWORK:
FACEBOOK E GLI ALTRI TRA VERE OPPORTUNITA’ E QUALCHE FALSA CREDENZA.

Docenti: Antonio Monizzi – Sara Caminati – Luca Costalonga

Internet permette delle conversazioni tra esseri umani che erano semplicemente impossibili nell’era dei mass media.
Cluetrain Manifesto

I social network se ben utilizzati  possono consentire di diffondere positivamente la Brand reputation, l’immagine e l’affinità ad una azienda ed ai suoi prodotti e servizi.
In molti casi possono essere propedeutici allo scovare nuovi potenziali clienti, prima irraggiungibili magari solo perché fisicamente distanti.
Senza alcun dubbio permettono di comunicare, meglio dialogare, in una chiave del tutto nuova con tutti gli interlocutori di un’impresa, clienti, dipendenti, semplici spettatori, in una parola tutti gli stakeholders diretti ed indiretti.

Questa affermazione attiene sia al contesto Business To Business che a quello Business To Consumer, ed anche al modo del Consumer to Consumer che ricopre un ruolo fondamentale nel veicolare un argomento “antico” come il passaparola, ritornato oggi in auge con il nome di “marketing virale”.


Obiettivi del corso:
Comprendere quali sono le opportunità che offre l’utilizzo consapevole e competente dei social network e gli altri strumenti che la rete mette a disposizione.


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Intervento di Ferruccio de Bortoli: l’importanza della percezione della qualità della marca nei consumatori

Intervento di Ferruccio de Bortoli, direttore del Corriere della Sera, in cui parla delle sfide e delle opportunità che si ritrovano in un periodo in cui il mercato e il consumatore è cambiato radicalmente.

Evento: “Comunicare l’industria di marca. Nuovi paradigmi di relazione con i media” organizzato da Centromarca nella sede del quotidiano il 17 giugno 2009

Cosa fare prima di accettare un lavoro? chiedere un parere a Google ovviamente!

In un piacevole pomeriggio di Marzo mi chiama al telefono un’azienda che cercava del personale. Essendo disposto a valutare le proposte che offre il mondo del lavoro mi sono reso disponibile per un colloquio conoscitivo per il giorno successivo.

Appena conclusa la telefonata sono andato subito nel magico mondo del web e grazie a Google ho cercato informazioni su quell’azienda.

Mai trovato tante considerazioni negative!

E per di più non c’era un sito web proprio dell’azienda ma una serie di blog che avevano da dire la loro con post e commenti con toni assai decisi e accesi!

Ho richiamato l’azienda e ho disdetto il colloquio!

Ah una cosa..quando ho disdetto l’appuntamento ho parlato con un’altra persona da quella precedente, e cosi il giorno dopo, all’ora dell’appuntamento, mi hanno richiamato per sapere come mai non ero presente!!

Da notare una certa non-collaborazione all’interno dell’azienda, confermando sempre di più il pessimo contesto lavorativo, e anche questo fa…REPUTATION!!

Un consiglio per il futuro? Attenzione alla vostra Brand Reputation on line!

Brand reputation on line: l’investimento del futuro! se non del presente!

C’erano una volta, le aziende, eterne e indiscusse realtà che utilizzavano la loro posizione e forza economica per acquisire, gestire ed eliminare il personale, gestendo inoltre totalmente l’idea da diffondere sul proprio marchio, prodotto e servizio attraverso campagne pubblicitarie su media convenzionali one to many. Niente di più facile e controllabile per loro! Basta avere i soldi e il gioco è fatto!

Ora il cliente si è rinnovato, viene definito “critico”, questo perché non è più imbavagliato come in passato ma ha tra le mani un GIGANTESCO MEGAFONO!
Tutto questo grazie alla nuova tecnologia e agli strumenti che offre il web…

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La reputazione di un’azienda nasce dalle persone e queste persone sono gli stessi clienti e gli stessi dipendenti della stessa azienda!!

Ciò fa capire come un’azienda faccia gran fatica a nascondere qualcosa che non vuol far sapere e come in questo modo viene valorizzato molto probabilmente chi lavora meglio!
Quello che ognuno ha sempre desiderato! O quasi! Dipende dai punti di vista!
Questo avviene per il semplice motivo che nessuno conosce meglio un prodotto di chi deve spendere dei soldi per averlo!!! O chi ci lavora dentro 8 ore al giorno!!!!
Di conseguenza le imprese devono stare molto attente ai contenuti che circolano in rete per non rischiare quindi che l’identità che si vuole dare sia diversa da quella che in realtà si è andata a formare!!

Un esempio?
Il famoso caso Kryptonite e i suoi lucchetti!
Questa società americana non si era preoccupata minimamente di un simpatico video pubblicato in internet in cui si vedeva come i suoi lucchetti potessero essere aperti senza gran fatica da una semplice penna biro. Risultato: milioni di dollari persi! Per un video!!!!!!

Strumento: Blog-YouTube


Un altro esempio? Stavolta in positivo..
La pagina creata su Facebook della Coca-Cola! Essa non è stata creata dall’azienda, ma da due fan. Oggi ce ne sono 3.413.957!

Strumento: Facebook


Di esempi se ne trovano diversi e tutti mi vanno a riprendere e sottolineare il discorso di prima, in cui ognuno ha un megafono e non è proprio cosi piccolo!

toto-megafono-luca-costalonga-psicologo-del-web

Come si può vedere, per un’azienda che vuole comunicare nel web di mezzi ce ne sono ma ovviamente sarà chi di dovere che dovrà utilizzare quelli giusti, dato che, come mi disse un giorno Antonio Monizzi, my coah marketing, non serve un bazzucca per rompere un vetro!

Questo mi porta per forza a nominare l’argomento Social Media Marketing che sta aprendo nuovi orizzonti e che sta comportando di conseguenza la nascita di nuove aziende e nuove figure professionali.

Nuova invenzione (es. Facebook)  = nuovo cliente (azienda che ha bisogno del proprio gruppo) = nuovo lavoro (Social Media Specialist) = nuova invenzione?!?!…mi sa anche di averla già vista… ;-)


Ma mettiamo caso che un’azienda che viene assalita da una serie di post e commenti in vari blog che marcano una serie di aspetti negativi, come ci si deve comportare, TU titolare di quell’azienda??
La cosa, come si può vedere, è abbastanza incontrollabile!

Ma ho notato due possibilità:

- scrivere in questi blog (dando il proprio vero nome e mansione che si occupa nell’azienda) rispondendo in modo educato e formale, o meno, che la realtà che stanno descrivendo non è la loro e che probabilmente si sbagliano;
- scrivere sotto falso nome parlando bene dell’azienda facendo credere di essere un cliente affezionato, sarebbe una bella furbata!

Ci sono altre idee?!…

Inserisco anche un link ad un interessante video, anche se un po’ lungo (45 minuti circa) sul Branding in cui Google presenta le proprie strategie per le aziende e con nel finale una simpatica testimonianza di Massimo Borio, Direttore Marketing di Citroen Italia.

Concludo oltretutto dicendo che la reputazione, oltre che rivolta al brand, la si può trovare e sviluppare pure verso la persona stessa (e anche qui avrei dei nomi che se scritti sul motore di ricerca per eccellenza ci si può trovare di tutto e di più).
Ciò significa che in futuro si spenderà sempre più risorse ed energie per la propria visibilità e considerazione on line e ciò lo si può notare facilmente già adesso, vedendo che mentre gli investimenti calano sulla pubblicità in Tv, radio e giornali, nel web malgrado la crisi continuano a crescere.

Qui sotto ho inserito un’immagine (da Google Insight) in cui:
- quella a sinistra raffigura quali parole sono state maggiormente inserite sul BigG negli ultimi 12 mesi in Italia;
- quella a destra rappresenta la crescita in percentuale, avuta sempre negli ultimi 12 mesi in Italia delle parole chiave sempre inserite su Google.

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Risultato: come si può vedere, tra le infinite parole che si scrivono ogni giorno, nei primi 10 posti troviamo Facebook, YouTube, Netllog e Badoo. Tutti strumenti web 2.0.

Perciò l’interazione tra utenti, e quindi anche clienti nel web sta aumento enormemente questo perché le persone vogliono dire la loro su qualsiasi argomento e ne hanno gratuitamente la possibilità!
Quindi bisogna tenere conto di una cosa: tutte queste persone creano contenuti!

Con questo mio breve articolo non ho voluto certo fare un corso di marketing o cos’altro, ma porre una breve parentesi, mostrando con alcuni simpatici esempi, alcune cose:

- la Brand Reputation attualmente non è sempre possibile tenerla sottocontrollo da parte delle aziende e quindi se son rose fioriranno altrimenti…;

- ora i clienti/utenti non sono più una parte passiva ma svolgono un ruolo importante e attivo per le aziende (es. www.ilmulinochevorrei.it);

- l’opportunità con una vecchia tastiera e magari anche con una videocamera perfino scadente, di dire le proprie opinioni e i propri pensieri, e se sono convincenti si valorizzeranno!

Luca Costalonga
Psicologo del Web

Brand Reputation nel calcio: vendere i campioni conviene?

Penso che una squadra di calcio (sopprattutto se di Serie A) debba il numero degli abbonamenti allo stadio alla propria Brand Reputation.

I tifosi oggi sono “clienti” particolari: sono impulsivi, vogliono tutto e subito e hanno una memoria cortissima (a volte dura al massimo una settimana). 

Malgrado ciò, hanno un forte legame di appartenenza con la propria squadra in cui colla viene rappresentata pricipalmente dai campioni che ne fanno parte.

Di conseguenza la percezione da parte dei tifosi (clienti a questo punto) che hanno verso la propria squadra del cuore si è creata durante i mesi precedenti all’inizio del campionato, attraverso la gestione della campagna acquisti/cessioni.

Sapendo che il problema pricipale di una società è di non andare in passivo (anche se negli ultimi anni sembra proprio di no) che conseguenza può avere vendere una propria Bandiera (vedi Kaka – Real Madrid) ? 

Mi vengono immediatamente in mente 2 cose:

- casse della società che sorridono;

- Reputation buttarsi in un fosso dalla vergonga.

Ma…gli abbonamenti a Settembre?! Non si anti-fedelizza il cliente? o si punta sulla loro “memoria corta”?

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