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Storie di Brand a cura di Antonio Monizzi

Storie di Brand 2 1 300x278 Storie di Brand a cura di Antonio Monizzi

..Marketing quindi come necessità di “produrre ciò che si vende” e non di “vendere ciò che si produce”..


Un racconto interessante che ci tengo a condividere in questo mio blog, è Storie di Brand - Antonio Monizzi (2777).

Consiglio di scaricarlo!


Un omaggio al mio caro Antonio Monizzi.. ;-)

www.themarketingcoach.it

fonte: http://www.h2biz.eu

Marketing relazionale e web 2.0

luca costalonga psicologo del web webpsyche Philip Kotler Marketing relazionale e web 2.0

Le imprese devono spostare la loro attenzione da obiettivi a breve termine incentrati sulle transazioni alla costruzione di relazioni a lungo termine con i clienti”.

Philip Kotler

Il marketing è cambiato!

Il marketing è passato da un orientamento al prodotto in cui le forze erano indirizzate soprattutto all’elevata efficienza produttiva delle imprese, ad un orientamento al cliente!

Marketing transazionale = per la bassa considerazione, il cliente ha un ruolo passivo e opera le sue scelte tra le offerte disponibili.

Marketing relazionale = esiste un rapporto di relazione tra produttore e consumatore fondato sulla cooperazione e l’interdipendenza.

Oggi il fatto di non avere più una domanda che supera l’offerta indirizza l’impresa ad una strategia di marketing volta a raggiungere risultati d’eccellenza: questi risultati hanno come unico comune denominatore il concetto di personalizzazione e relazione.

Il passaggio quindi da una strategia one-to-many ad una one-to-one è fondato su un modello di marketing basato sulla consapevolezza che il cliente sta diventando sempre di più una risorsa fondamentale per avere un business di successo e di lunga durata.

Cos’è il marketing relazionale?

Il marketing relazionale si occupa di creare, sviluppare e mantenere una relazione tra cliente e azienda, questo per creare una strategia di comunicazione bidirezionale e proattiva!

Il successo di un’impresa perciò non è più determinata esclusivamente dalla qualità del prodotto ma sempre più dalle relazione stabilite con i propri clienti e fornitori.

Il reale valore nel terzo millennio delle aziende e dei manager che le dirigono, non sarà il fatturato che essi producono, bensì il numero e la qualità delle relazioni da essi instaurati con i propri target interlocutori e di riferimento interni ed esterni“
Jeremy Rifkin

Come fare marketing relazionale?

Il marketing è stabilire, mantenere e rafforzare i rapporti con i clienti e con altri partners in modo da trarne profitti e da raggiungere gli obiettivi delle parti in causa. Questo si ottiene mediante un reciproco mantenimento delle promesse fate”

Grönroos Christian


connecting day Marketing relazionale e web 2.0


Un’ottima occasione per vedere cosa significa veramente marketing relazionale è senza dubbio la giornata del ConnectingDay a Verona organizzata e firmata da Connecting-Managers, un evento dedicato al contatto e agli incontri one to one per imprenditori, professionisti, agenzie e clienti (vedi articolo ConnectingDay 2009).

La filosofia relazionale si basa su rapporti di cooperazione e fiducia con i clienti, non una controparte. L’azienda ha quindi il bisogno di interagire con i clienti e le imprese, per formarsi ed evolversi, attuando un processo di continuo miglioramento e quindi di adattamento, ad un mercato dinamico come il nostro.

Ovvero:

  • utilizzare la tecnologia che per la personalizzazione dei prodotti e dei servizi;

  • interagire con i propri stakeholders gestendo soprattutto l’individualità dei cliente.

Per fare ciò la tecnologia permette di andare incontro a queste esigente attraverso un approccio relazionale di business: Customer Relationship Management (CRM).

Questa strategia permette di gestire una relazione con il cliente in cui si pianifica:

  • l’acquisizione di nuovi clienti

  • ottimizzazione dei attuali clienti

  • fidelizzazione

Esempi:

1- incontro face to face:
incontro diretto in cui o l’azienda organizza una visita al cliente o viceversa il cliente si rivolge ad un un punto vendita.

2- Attività telefoniche:
permette di comunicare con i propri clienti e/o potenziali, organizzando il tutto in archivi gestiti in modo automatico e veloce (vedi telemarketing, teleselling, indagini di mercato,..)

3- Invio email:
invio a clienti e/o potenziali, email personalizzate per dare informazioni riguardo ai nuovi prodotti/servizi, e conoscere possibili problematiche riscontrate.

4- Invio sms:
strategia rivolta all’invio di sms verso un target specifico per la promozione di prodotti, servizi ed eventi.

5- Web 2.0:
uno tra gli strumenti che può rendere più potenti ed efficienti le attività di un’azienda è sicuramente la rete: da una parte vediamo che ogni giorno aumentano le persone che utilizzano internet per conoscere, acquistare, ed interagire, e dall’altra le imprese che hanno la possibilità di conoscere in modo semplice e preciso i gusti, le esigenze, i bisogni e i comportamenti dei loro clienti attuali e futuri senza costi assurdi.

Ci troviamo quindi tra le mani un mezzo importante legato a concetti quali connessione, relazione, cooperazione, condivisione e quindi a strumenti come Social network, blog, Social Bookmark e quant’altro!

La rete è un mezzo eccezionale per la raccolta di informazioni sia verso i propri interlocutori sia verso la concorrenza, offrendo quindi una finestra infinita di informazioni basata sulla trasparenza!

  • sito web: è importante per un’azienda avere un punto in cui essere rintracciabile in rete. Questo significa possedere un sito web, ma non solo: è fondamentale pianificare una strategia di comunicazione in cui viene rappresentato al meglio l’azienda online sia attraverso un continuo aggiornamento dei contenuti sia con un ottimo dialogo azienda-utente

  • facebook: cooperazione, relazionale, condivisione sono sicuramente concetti che si possono ritrovare su uno strumento come Facebook. Anche qui è indispensabile attuare una strategia efficace attraverso una comunicazione ed una grafica in linea con l’azienda e con il proprio sito web puntando sulle potenzialità di un social network così diffuso.



Luca Costalonga
www.webpsyche.it

Fare Branding on line: Luca Costalonga presenta il suo Corso di Formazione!

Come posso oggi valorizzare il mio brand?

Come posso distinguermi dalla concorrenza?

SVILUPPA IL TUO BRAND 2.0!



La storia della comunicazione ci ha dimostrato che ha avuto anch’essa un’evoluzione importante, andando a pari passo sia con le esigenze e i bisogni dei suoi interlocutori e sia con gli strumenti a sua disposizione (vedi “La storia di Facebook”).

Oggi l’utilizzo del web è un passo importante per la società e sta prendendo soprattutto sempre più piede valorizzando la relazione e l’interazione tra gli utenti: l’azienda che vuole essere presente in rete deve necessariamente prendere in considerazione questi due aspetti e non limitarsi a considerare il web come i vecchi mezzi convenzionali orientati ad una comunicazione unidirezionale one to many.

Chi decide di mettersi in gioco in internet deve capire che allo stesso tempo ha deciso di mettersi a disposizione dei propri clienti e capire che qui viene premiata l’efficacia e l’efficienza più che in qualunque altro mezzo di comunicazione.
Creare un sito web non è più sufficiente per considerarsi online: è necessario creare attorno al sito e al proprio brand un network che possa riprendere concetti come condivisione, relazione, interazione, passione e a questo punto aggiungerei anche reputazione!

Ormai la reputazione del brand è un fattore fondamentale in ottica web 2.0, e sta avendo nel mondo del marketing sempre più spazio e considerazione, questo perchè, chi acquista un prodotto, acquista anche una relazione con chi lo vende ed è quindi necessario per un cliente percepire un legame di fiducia.

Questo legame il web, a differenza ad esempio della televisione, lo permette, e può da una parte rendere il cliente partecipe del nostro business e dall’altra offrirgli informazioni e conoscenze sull’argomento di suo interesse.

Faccio un esempio:
Sono un appassionato del mondo Apple, e probabilmente un giorno acquisterò un prodotto Apple.
Nel frattempo sarò fan della pagina di Facebook Apple Italia, condividerò video di YouTube con amici, discuterò dei prodotti con altri appassionati su blog specializzati, e così via.
Tutto questo farà crescere la brand reputation Apple, in cui tutto parte dall’efficienza dell’azienda e fatta consolidare dai suoi clienti passati, presenti e probabilmente futuri attraverso gli strumenti offerti dalla rete, semplici e gratuiti.

Cosa significa questo?
I clienti oggi non sono più l’ultimo tassello di una strategia di marketing ma possono diventare artefici e creatori di un messaggio pubblicitario credibile e sincero, perchè fatto dai clienti stessi e non dalle aziende, e perciò efficace!
Un post negativo pubblicato in un blog di un cliente su un prodotto, avrà molta più considerazione di una pubblicità che si trova in terza pagina in una rivista a tiratura nazionale con un importante testimonial!

Concludo dicendo che il web stia coinvolgendo in maniera crescente la nostra società, e che si sta valorizzando la brand reputation a tal punto che non è più un aspetto trascurabile per chi vuole far crescere il proprio business on line, con la necessità di considerarlo ormai un obiettivo concreto per un investimento sul futuro!


Luca Costalonga
Lo Psicologo del Web
www.webpsyche.it

Cos’è l’identità di un brand secondo Jean-Noel Kapferer?

Secondo Jean-Noel Kapferer, esperto professore francese di comunicazione e marche a livello mondiale, considera l’identità del brand analogamente come quella che si può ritrovare in una persona: tutte quelle caratteristiche che rendono una persona unica e inimitabile le possiamo quindi ritrovare nella nostra marca di fiducia!


Prisma di Jean Noel Kapferer

Prisma di Jean-Noel Kapferer


Perciò, secondo questo prisma, possiamo riassumere una marca come un’insieme di aspetti riconducibili a quelli di una persona quali:

- l’aspetto fisico: cosa rappresenta ai nostri occhi oggettivamente?

- la personalità: qual’è il suo carattere? come si espone verso l’esterno?

- la relazione con le persone: come interagisce e si confronta con i suoi interlocutori?

- la cultura e i valori: quali sono le caratteristiche indelebili e durature che si percepisce?

- l’immagine riflessa sulle persone: cosa diventano le persone che “assorbono” quel brand?

- rappresentazione mentale: come si sente la persona che ha “consumato” il brand?



Re-Brand Come svegliare i brand che dormono – Mirko Nesurini

Copertina Re-Brand

Copertina Re-Brand - Mirko Nesurini

Cos’è un Brand?

“Il prodotto è ciò che viene fabbricato in uno stabilimento; la marca è invece ciò che il consumatore acquista;..” David A. Aaker

“Segno la cui funzione è di rilevare le qualità insite nel prodotto che diversamente sarebbero difficili da identificare” Jean-Noel Kapferer

“E’ un nome, termine, segno, simbolo o disegno oppure combinazione di questi termini, che ha lo scopo di identificare i beni di un venditore o gruppo di venditori, differenziandoli da quelli della concorrenza” American Marketing Association

Ogni Brand possiede un’insieme di valori che non cambiano nel tempo e che lo identificano come unico e inimitabile, che sono al di là delle sue caratteristiche superficiali. Il Brand è quindi costituito da 5 dimensioni:

- strumenti di rappresentazione (colori, suoni, segni)

- i valori costituenti

- proprietari e autori

- interlocutori

- significati

La storia di un brand si identifica in una curva che inizia con una nascita (in cui acquisisce valori e caratteristiche che lo rendono unico), una maturazione e a volte ad una morte. Questo ultimo stato rappresenta una situazione di inutilizzo della marca dovuto probabilmente al fallimento dell’azienda, e viene così definito sleeping brand.

Esiste in alcuni casi, un’ulteriore evoluzione, che porta il brand ad un risveglio: ciò significa che assistiamo ad una rinascita o ad un rilancio del brand noto aggiornato agli standar contemporanei di prestazione, di funzionamento o di gusto.

Perchè risvegliare un Brand?

Il motivo principale è la possibilità di riacquisire i vecchi clienti affezionati al brand, con un importante risparmio di denaro nella diffusione del brand o prodotto nei vari media.

Come fare ciò?

Attuare una strategia di marketing rivolta al risveglio di un brand non ha sempre come conseguenza il successo!
Risvegliare un brand storico ha sicuramente il vantaggio che la sua identità è rimasta nella mente del consumatore, ma è necessario un impegno totale da parte dell’impresa che deve porsi in un’ottica di continuità, comportandosi come un’azienda storica, riprendendo da una parte i valori che lo rappresentavano in passato e dall’altra coniugandolo con la realtà attuale.

Consiglio questo libro perchè lo trovo molto interessante e ricco di esempi che spiegano molto bene l’importanza del brand e di un suo possibile risveglio.

Luca Costalonga


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